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MariaTeresaVicaretti
Berlino perchè, Berlino cos'è. Ma anche molto altro che da Berlino è venuto giù.

18 agosto 2009
Io, Isaac, la bici e l'alba.

E’ stata una serata di aprile, un aprile caldissimo e soleggiato quest’anno a Berlino.

Dopo una interminabile cena e un interminabile dopocena ci dirigiamo a Kottbusser Tor per prendere una birra in uno dei tanti locali della zona.

La scelta cade sul Rose’s, quello con le pareti di peluche fucsia, piccolo e fumoso, animato da soggetti sorprendenti.

Incontriamo Isaac per strada, con la sua bicicletta veniva a cercarci.

Dopo un’oretta buttati sui divanetti a discutere di tutto, dal serio al faceto, decidiamo che era ora di andare via, io stavo letteralmente dormendo in piedi.

Proprio lì fuori è la fermata dell’ M29, una linea geniale che attraversa la città e mi lascia proprio sotto casa, anche a notte inoltrata.

Isaac si avvia verso la sua bicicletta, la slega mentre Giulia bionda mi chiede come torno e io rispondo senza esitazione: “con l’M29”.

Giulia ci guarda un momento e dice: “Perché non tornate in due sulla bici? Fichissimo!”

Sento subito una voce saggia che mi dice di prendere l’autobus che sta per passare e che in 3 minuti mi porta a casa…ma da subito sono anche perfettamente consapevole che lo faremo.

Isaac ovviamente non fa obiezioni, io tentenno un po’ e poi mi decido.

Sapevo che non sarebbe stato comodo ma la distanza era talmente breve che…

Mi siedo sul sellino mentre Isaac inizia a pedalare senza sedersi mai, rischiamo di cadere mille volte ma poi iniziamo a prendere velocità, pedala e pedala siamo dubbiosi su una strada, io dico di andare a destra mentre Isaac dice che bisogna andare a sinistra.

Ci ritroviamo in una zona mai vista, allungando infinitamente un percorso che poteva e doveva essere brevissimo.

Io iniziavo a stare malissimo, mal di schiena, di sedere, non riuscivo a stare dritta sul sellino, avevo bisogno di cambiare posizione, mentre Isaac parlava e parlava come sempre senza sosta faticando ulteriormente a pedalare.

Dopo un po’ di distrazioni ci decidiamo a ragionare sulla strada e finalmente riconosciamo di essere sulla via giusta per casa.

Berlino di notte è favolosa.

Non si avverte mai una sensazione di pericolo, la città dorme tranquilla nel suo ordine mentre l’alba si affaccia sulle case basse e i marciapiedi puliti qualche volta un po’ scassati.

Isaac inizia a cantare mentre pedala e io a ridere per quanto è buffo, sono tutta dolorante e sento che sto per cedere, di certo anche lui è distrutto ma canta, canta a squarciagola canzoni spagnole demenziali d’amore, mentre io cerco di dimenticare per un attimo i miei dolori al fondoschiena e alzo la testa per guardare il cielo che si colora…in quel momento mi sento viva e mi sento bene, sento di voler bene al mio nuovo amico fraterno, di amare tutte le sue stranezze e la sua vitalità, la sua voglia di ridere mi fa sentire giovane e spensierata, mi sento legata a lui nella follia, e sento che ho costruito qualcosa di bello, di mio, che quel momento e quella città sono miei e che non li dimenticherò e che non dimenticherò mai quella sensazione di libertà totale che ti può dare fare una cosa insensata con un buon amico, quando sei giovane e ingenuo, a Berlino.

Tornati a casa non riuscivamo a smettere di ridere, anche se tanto era il dolore e la fatica che ho pensato di aver perso anni di vita…poi sono entrata nella mia stanza ho visto che era giorno ed ero troppo euforica per dormire subito.

Allora ho acceso il computer e ho scritto.

 


Pomeriggio a Mauerpark


Ho sempre pensato che Berlino debba essere visitata d’inverno, così come le persone i luoghi vanno accettati per quello che sono.
Qui siamo accanto alla Polonia, il clima è rigido, l’anima della città è il freddo e io la identifico con quei pomeriggi di gennaio in cui cammini per strada bardato fino alle sopracciglia, vestito in modo standard anti-freddo coi tuoi capi in meritex.

Tutavia…

Quando arriva anche solo il primo timido assaggio di primavera la gente impazzisce.
Dopo un lungo periodo di sacrificio e di mortificazione del corpo ci si sveste, si va a prendere il sole in costume sui giardini al centro della città, si indossano testardamente pantaloncini e sandali anche quando non sarebbe propriamente ora.
Come tutte le cose lungamente agognate la luce piena, il sole e il caldo sulla pelle sono da soli motivi di una euforia incontenibile.
Porto i miei cugini a Mauerpark, un tipico parco in stile berlinese ben tenuto ma vissuto in modo alternativo da una serie di soggetti eslaranti.
La domenica pomeriggio c’è il mercato delle pulci, dove mio cugino mi compra un paio di occhiali originali degli anni ’60 di quelli che a prima vista ti sembrano ridicoli ma poi capisci che sono geniali.
Accanto al mercato un’infinità di gente che fa karaoke, passeggia, fa barbecue.
Un gruppo suona da una piccola altura la sua musica aggressiva, a petto nudo e coi capelli al vento, sembra di stare a Woodstock.
La creatività qui è pienamente espressa.
Le ragazze si vestono in modi improbabili, estranee alla moda corrente fuori da qua, con abiti usati e strani accessori che mai sono sgradevoli da guardare.
Respiro una libertà totale che non ho mai respirato in questo modo.
Ti puoi sentire libero dalle convenzioni più sciocche, dalle forme imposte dall’esterno.
A tratti ti sembra di stare in un’altra epoca, invece il futuro migliore è più vicino da qui, da questi punti della città che sembrano spogli, essenziali, non brillanti non opulenti ma vissuti pienamente dalla gente, dai giovani, da questo miscuglio dove è impossibile dare etichette.
E io non me ne voglio andare.



...


Scrivo di Berlino proprio adesso che non ci sto.

Sono tornata a casa per fare qualche esame e riparare all'incoerenza del progetto erasmus  per come viene concepito a "La Sapienza", dove i docenti magnanimi sono disposti a riconoscere a mala pena la metà di un esame fatto all'estero.  E' strano come sia più facile scrivere di Berlino da qui, starci è così d'impatto che vorrei scrivere mille cose e fermare tutti i pensieri ma poi non ci riesco.

Mi pesa così tanto non essere lì adesso, ci sarà la Berlinale, poi ci sarà carnevale...

Berlino è una città incredibilmente suggestiva, fin dalla mia prima volta camminare nelle sue strade mi dava la sensazione di calpestare un suolo importante, non riuscivo a fissare gli occhi su niente tante erano le cose che volevo guardare, temevo di perderne lo spirito se avessi dismesso uno sguardo generale, ampio.

Non è bella ovunque, ha immensi spazi vuoti e ancora molti palazzi fatiscenti ma persino quelli hanno un loro fascino perchè simboli di coerenza, di ragionevolezza, di onestà: la città è stata ricostruita, resa efficiente, e in alcuni luoghi molto moderna ma non ovunque e con i tempi giusti, senza la pretesa di farne un simbolo di riscatto, senza sprechi.  E' rimasta umile, ancora si possono vedere le sue ferite, se guardi bene alcuni punti in cui sembra dirti "sì non sono bellissima, so di poter sembrare vulnerabile ma non lo sono, l'apparenza inganna".

Per chi come me ama la storia contemporanea e ne è affascinato Berlino è la città dove è accaduto tutto, tutto è passato di lì, tutto si è consumato lì, la storia della nostra Europa ha tappe fondamentali lì. Quale enormità. Se ne sente il peso.

Il peso di un lavoro collettivo di elaborazione, di memoria continua, di miglioramento, che si percepisce, che si riconosce. Ci si può sentire al riparo, anche se non da tutto, di certo dall'arbitrarietà, da una certa deriva di squallore che se non altro lì arriverà tra molto tempo.

E per le strade colorate dell'est non manca affatto la fantasia.

A volte c'è un sole freddo di mattina, con un cielo azzurro limpidissimo, capita persino in questi giorni ma è così raro che ha un valore tutto particolare.

Anche il tramonto è particolare, sarà perchè lo riempio di significati, sarà, sarà, sarà.





Sabato 7 febbraio un pò di Berlino a Roma: concerto di Apparat al Brancaleone!!

...

Apparat è un figo e il concerto stato bellissimo!

 




permalink | inviato da MariaTeresaVicaretti il 18/8/2009 alle 19:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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